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Libagione
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Nell'mwcwantichità la mwdalibagione era la cerimonia dello mwdqspargimento mwdgrituale del vino, di una bevanda, di un liquido alimentare, o di un'essenzacite-ref-1[1], per terra o su particolari siti o oggetti, come un mwewaltare, una stele o un manufatto, quale atto di offerta alla divinità, ad altre entità non terrene o a defunti. Era un'azione sacrale comune a molte religioni antiche, incluso l'mwfaebraismo e mwfqcristianesimo, che ha rivestito un ruolo molto importante in tutto il mondo mediterraneo e il mwfgvicino Oriente.
Contents
• Ittiti
• Ebraismo
• Note
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Luoghi, liquidi e recipienti
Il liquido veniva sparso su qualcosa che avesse un valore sacro o simbolico, come un altare o una stele. In questi come in altri casi il sito dell'offerta era un altare, o l'mwiwonfalo mwjadelfico, segni evidenti di una destinazione divina. Ma la libagione poteva ad esempio essere officiata sul terreno o sul pavimento, quale offerta alla mwjqTerra stessa, ai defunti o a divinità mwjginfere. In ambiente greco, nell'ambito del mwjwsacrificio cruento, la libagione veniva versata a estinguere la fiamma sull'altare sacrificale, prima dell'inizio della parte profana del rito. In casi come questi è anche ipotizzabile che l'evaporazione del liquido comportasse una destinazione agli dei celesticite-ref-2[2].
Vari potevano essere i liquidi coinvolti nelle libagioni: molto spesso era utilizzato il mwlqvino ma l'uso della libagione riguardava anche il sangue animale,cite-ref-3[3] l'acqua, il latte, il miele, l'olio d'oliva, o, in mwmgIndia, il mwmwghicite-ref-4[4]. È interessante notare come l'uso di liquidi come l'olio o il sangue, ponga qualche difficoltà quando si voglia definire come mwoabevanda il contenuto dell'offerta; il problema può essere superato se si pensa che l'offerta era rivolta a divinità o a entità soprannaturali e comunque non umane.
I recipienti destinati a questo uso rituale, inclusa la mwogpatera, spesso avevano una forma peculiare che li distingueva da quelli d'uso comune. In ambito greco erano molto utilizzate la mwowmwpakylix e la mwpqmwpgphiàle che, grazie anche al loro invaso largo e poco profondo, si prestavano particolarmente bene alla dinamica del gesto rituale. Molto frequente è anche l'iconografia della libagione con il mwpwmwqakantharos dei rituali mwqqdionisiaci.
La deposizione rituale
Vi sono evidenze testuali che testimoniano l'usanza di mwraoffrire gli strumenti utilizzati per la libagione tramite un gesto di mwrqdeposizione rituale. Un esempio si ha nella descrizione che mwrgErodoto fa della coppa d'oro libatoria offerta da mwrwSerse al mare nel contesto dei rituali di consacrazione del mwsaponte di barche e quale gesto riparatorio della mwsqfustigazione precedentemente inflittagli. Una codificazione precisa del gesto la troviamo poi nelle mwsgTavole eugubinecite-ref-5[5]. Le stesse mwtwTabulae codificano inoltre anche la pratica di frantumare i recipienti prima della loro deposizione rituale in fossecite-ref-6[6], secondo un'usanza diffusamente attestata, quasi si volesse evitarne sia un riutilizzo mwvasacrilego sia la dispersione. Quest'usanza trova notevoli riscontri archeologici in depositi in cui si sono rinvenuti resti di vasellame frantumato a seguito di occasioni rituali come mwvqbanchetti e libagioni.
Alcune volte i mwvwcocci risultano deposti, quasi a complicarne ricomposizione e riutilizzo, con una commistione di frammenti su fosse distinte. Un'interessante caratteristica, comune a queste deposizioni, è l'impossibilità di ricostruire integralmente la forma degli oggetti rinvenuti a causa della costante mancanza di alcuni frammenti. Una circostanza che non può essere attribuita al caso ma potrebbe ricollegarsi o a quanto detto prima circa l'intenzione di rendere assolutamente impossibile il riutilizzo dell'oggetto o a qualche volontà di mwwaconsegnare il vasellame e gli strumenti offertori, non nella loro integrità, ma in maniera parziale, in una sorta di mwwqmwwgepitome, la cui logica non è ancora compresa.
Scoperte archeologiche recentissime (ottobre 2007), non ancora pubblicatecite-ref-7[7], attestano deposizioni associate a libagioni o mwyabanchetti nell'ambito di rituali di fondazione di insediamenti abitativi in un mwyqcastelliere dell'mwygEtà del ferro.
Le fonti testuali e vascolari del mondo greco
Frequenti sono i riferimenti all'uso delle libagioni nel mondo greco, attestati sia nelle mwbaraffigurazioni mwbqvascolari che nei testi mwbgtràditi.
mwcaEuripide, ad esempio, nelle sue mwcqmwcgBaccanti, descrive proprio le tragiche conseguenze dell'esclusione di alcune divinità dalle libagionicite-ref-8[8], un tema comune a molte mwdwtragedie greche. Una varietà di sostanze, mistura di miele e latte, ma anche vino, acqua, farina d'orzo e «sangue fumante» utilizza mweaOdisseo per invocare l'accorrere delle anime, nella sua celebre mweqcatabasi nell'mwegAde:
«… e io la spada lunga dalla coscia sguainando
scavai una fossa d'un
cubito
, per lungo e per largo,
e intorno ad essa libai la libagione dei morti,
prima di miele e latte, poi di vino soave,
la terza d'acqua: e spargevo bianca farina,
e supplicavo molto le teste esangui dei morti…»
Nell'mwgqmwggIliadecite-ref-10[10] mwhwAchille, riempitasi la coppa di vino, offre la libagione agli dei, invocandone la protezione su mwiaPatroclo in procinto a lanciarsi in battaglia in sua vece. Il tema della libagione come mwiqgesto propiziatorio delle partenze o nei rituali di vestizione del guerriero che si accinge alla battagliacite-ref-11[11] riecheggia spesso nelle raffigurazioni vascolaricite-ref-12[12], come ad esempio quelle incluse in questo articolo. Se ne conosce poi l'uso quale gesto di suggello di accordi di non belligeranza tra contendenticite-ref-13[13].
La libagione era inoltre una parte importante delle pratiche mwlwsimposiache, quale offerta primiziale assistita da precise regole, rivolta a determinate divinità e accompagnata da tipiche invocazionicite-ref-14[14].
Qualche problema interpretativo lo offrono le raffigurazioni di un dio che offre una libagione (a se stesso?) come nel caso dell'Apollo liricine in apertura di questo articolo. In alcuni casi, come si vede nelle immagini di galleria, non è chiaro se si tratti di Dioniso che riceve il vino per effettuare una libagione (in maniera analoga al guerriero in partenza) o se invece simboleggi la libagione che raggiunge il dio destinatario.
Nel suo mwngPneumatica, mwnwErone di Alessandria descrive perfino un meccanismo per automatizzare il processo usando il fuoco dell'altare per spingere olio dalle coppe di due statue.
La libagione nelle varie aree culturali
Ittiti
Le iscrizioni in mwowlingua ittita attestanti l'uso della libagione sono frequenti: due di esse (con relativa traduzione in inglese) possono essere apprezzate ai seguenti indirizzi: mwpaHittite OnLine mwpqArchiviato il 25 maggio 2016 in Internet Archive., mwpwEarly Indo-European Texts (mwqaUniversità del Texas ad Austin). Si noti comunque l'assonanza del termine ittita per libagione šipānd- con il corrispondente mwqqgreco σπονδηcite-ref-15[15].
Ittiti: le pietre per libagione, i luoghi delle libagioni, ecc...
Ebraismo
Antico Testamento, da sviluppare...
La pratica della libagione è frequente nell'mwsaAntico Testamento:
«Allora Giacobbe eresse una stele, nel luogo dove Dio gli aveva parlato, una stele di pietra; e su di essa fece una libazione e vi sparse sopra dell'olio»
(Genesi [35:14])
Cristianesimo
È presente anche nel mwtaNuovo Testamento
«Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è sparso per voi.»
(luc 22:20)
Shintoismo
Nello mwuaShintoismo, la pratica della libagione e la bevanda offerta è chiamata mwuqmǐ jǐuQuesto termine lo ho interpolato in maniera non molto sicura dalla wikipedia inglese ed è da controllare da parte di conoscitori di cultura giapponese (lett. mwugbevanda degli dèi). Nei cerimoniali dei templi shintoisti viene solitamente utilizzato il mwuwmwvasakè, ma negli altari domestici può essere sostituito con acqua fresca da rinnovarsi ogni giorno. Viene offerta da una coppa di mwvqporcellana bianca priva di decorazioni.
Note
cite-note-11. ↑ L'utilizzo di essenze di agrumi in rituali mwxahittiti e mwxqhurriti è riportato in vari testi hittiti (cfr. Marie Claude Trémouille, mwxgLa religione dei Hurriti da mwxwLa civiltà dei Hurriti, p. 169, in mwyaLa Parola del Passato, n. 55, 2000, Napoli, mwyqGaetano Macchiaroli editore ISBN 8885823351).
cite-note-22. ↑ Un esempio può vedersi sul mwzgmwzwBeazley Archive al seguente indirizzo mw0a. Si veda anche la scheda didattica mw0qGli dei e i mortali... scaricabile, in formato mw0gPDF, dalla mw0wsezione didattica mw1aArchiviatomw1q il 16 agosto 2006 in mw1gInternet Archivemw1w. della mw2qrete civica del comune di Firenze.
cite-note-33. ↑ Porfirio. L'Antro delle Ninfe cap.11 nota 39 ed. Adelphi
cite-note-44. ↑ Il mw4aghi, altrimenti detto mw4qmw4gghee, è il mw4wburro chiarificato utilizzato quale grasso di cottura in alcune tradizioni culinarie, soprattutto quella mw5aindiana.
cite-note-55. ↑ Scoperte presso mw6aGubbio nel mw6qXV secolo e datate nell'arco temporale che va dal III al I secolo a.C., le mw6gmw6wTabulæ Iguvinæ, con la descrizione dei mw7ariti purificatori della città, sono uno straordinario strumento di conoscenza delle pratiche rituali del mondo antico.
cite-note-66. ↑ Si vedano: Augusto Ancilotti e Romolo Cerri, mw8aLe Tavole eugubine e la civiltà degli Umbri, Perugia, 1996, p. 141 e Renato Peroni, mw8qmw8gProtostoria dell'Italia continentale. La penisola italiana nelle mw8wetà del bronzo e del mw9aferro, in mw9qPopoli e civiltà dell'Italia antica, 1989, Vol. IX, pag. 289. L'usanza della frantumazione è attestata anche nei ritrovamenti di depositi di mw9gmw9wpinakes, con funzione di mw-amw-qex voto, provenienti dall'area mw-gmagnogreca.
cite-note-77. ↑ P. Càssola Guida mw-get alii, Risultati degli scavi nell'abitato mw-wprotostorico nel mwaqacastelliere di mwaqeCastions di Strada (mwaqiUdine), in corso di pubblicazione (comunicazione personale).
cite-note-88. ↑ In questo caso il dio mwaqydimenticato e bandito è mwaqcDioniso: si veda la lamentazione del dio offeso, all'inizio dell'opera, poco prima della mwaqgmwaqkparodos del mwaqomwaqscoro in forma di mwaqwmwaq0corteo di mwaq4menadi. mwaq8Penteo, responsabile dell'omissione, finirà dilaniato dalle mani inconsapevoli della sua stessa famiglia.
cite-note-99. ↑ mwarmOdissea, nella mwarqversione di mwaruRosa Calzecchi Onesti Einaudi, 1963, ISBN 8806116045. Una versione mwarconline è disponibile a mwargquesto indirizzo dal mwarkPerseus project.
cite-note-1010. ↑ mwar0Iliade, Libro XVI, 220 e seguenti.
cite-note-1111. ↑ Il legame della libagione con i preliminari al combattimento è evidente anche nelle parole che accompagnano il gesto di bere o versare il liquido consacrato, spesso parole impegnative e solenni, promesse, voti, giuramenti, ma anche millanterie: ciò risulta dalla storia lunga delle bevute dei guerrieri in occasione di banchetti che li vedono raccolti attorno al loro capo, sfidandosi a chi sarà in grado di compiere l'exploit più temerario: in proposito si legga lo studio di mwaseMassimo Bonafin, mwasimwasmGuerrieri al simposio, Alessandria, Edizioni dell'orso, 2010. mwasqURL consultato l'8 agosto 2015.
cite-note-1212. ↑ Sul tema della partenza del guerriero, un'esemplificazione dell'iconografia è su mwasomwassWikimedia Commons
cite-note-1313. ↑ Si veda la già citata mwatyscheda didattica mwatcArchiviatomwatg il 16 agosto 2006 in mwatkInternet Archivemwato. della rete civica fiorentina.
cite-note-1414. ↑ Si veda ad esempio l'invocazione mwat8mwauaTo triton sōtēri.
cite-note-1515. ↑ Si veda anche: mwauqgrammatica e lessico hittita (mwauuUniversità di Verona)
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni